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Nome
comune: Bosso
Nome scientifico: Buxus sempervirens
Ubicazione: via Trieste in un giardino privato
Tipo di aggregazione: esemplare appartenente ad un
sistema di siepi
Dati dimensionali:
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Circonferenza a 1,30 m dal suolo del tronco più
grande (si tratta di un esemplare policormico): 0,40 m
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Altezza: 2,6 m circa
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Diametro della chioma: 2,2 m circa
Età approssimativa: almeno 134 anni
Tipo di chioma: obbligata per le potature
finalizzate al mantenimento della forma desiderata
Valore: architettonico, storico-culturale
La
specie:
assieme al cipresso questo arbusto sempreverde
costituisce il principale elemento dei così detti
giardini all’italiana. La crescita lenta ed il fogliame
molto denso consentono che il bosso si possa scolpire
facilmente tramite potatura e ciò ha permesso alla
fantasia degli architetti del periodo rinascimentale di
sbizzarrirsi in vari modi. Foglie e corteccia di questa
pianta contengono un alcaloide chiamato bussina,
utilizzato un tempo per contrastare la febbre. Attualmente
tale impiego legato alla medicina popolare è scomparso a
causa dell’elevata tossicità di questa sostanza.
L’esemplare
di via Trieste:
le siepi di bosso che si ritrovano nel
cortile di questo gruppo di case sono particolarmente
significative perché la loro presenza certa si fa
risalire all’anno 1872, quando fu costruito
l’edificio. Nessuno degli arbusti allora presenti
risulta essere stato rimosso. Nel corso del tempo i
proprietari sono intervenuti periodicamente, provvedendo
alla loro manutenzione attraverso potature che, negli anni
più recenti, vengono effettuate con cadenza annuale.
Il
luogo: l’area, che si trova in zona collinare sulla
sponda sinistra del torrente Rio Freddo, appena prima
della confluenza di quest’ultimo con il torrente Rile,
costituiva in passato un luogo di villeggiatura.
L’abitazione che ospita nel proprio giardino questo
esemplare di bosso un tempo era un albergo.

Dettaglio
della chioma
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