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Nome comune: Cedro del Libano
Nome scientifico: Cedrus libani
Ubicazione: via Cantù nel giardino della Comunità Emmanuel
Tipo di aggregazione: albero singolo
Dati dimensionali:
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Circonferenza a 1,30 m dal suolo: 6,80 m
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Altezza: 30 m circa
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Diametro della chioma: 27 m circa
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Altezza del primo palco di rami: 1,50 m
Età approssimativa: 150-200 anni
Tipo di chioma: naturaliforme
Valore: dimensionale, paesaggistico, architettonico
La specie: il cedro del Libano, originario del bacino orientale del Mediterraneo, vive allo stato spontaneo sulle
pendici rocciose e calcaree esposte a settentrione tra i 1.300 e i 3.000 metri di quota, in zone con inverni freddi
e nevosi ed estati secche. Nelle sue aree di origine è oggi divenuto raro.
In Italia è stato introdotto nel XVII secolo a scopo ornamentale, ma a causa del suo lento accrescimento
successivamente è stato sostituito da Cedrus deodara e Cedrus atlantica.
L’esemplare di via Cantù: questo albero maestoso, visibile da via Parini, si erge al centro di un grande spazio
verde.
Il tronco reca il segno di un fulmine che lo ha colpito alcuni anni or sono, togliendo parte della corteccia per
l’intera lunghezza.
Alla base è presente una cavità, ampliata recentemente da un principio di combustione.
Il luogo: un tempo questo parco, detto “della Contessa”, era molto più vasto ed ospitava alberi secolari,
abbattuti durante la Seconda guerra mondiale. La villa adiacente, costruita attorno al 1820 da Ercole Viscontini, ha ospitato tra il 1947 ed il 1950 orfani e
piccoli mutilati vittime della guerra in un convitto voluto da Don Carlo Gnocchi e sostenuto dall’allora
proprietaria, la contessa Matilde Della Rocca.
Dopo il trasferimento di Don Gnocchi ad Inverigo vi è subentrato l’Istituto Benefico Opera Pax Pro Familia che
fino agli inizi degli anni Sessanta ha accolto bambini orfani o nati fuori dal matrimonio.
Nel 1994 la Villa è stata acquistata dalla Comunità Emmanuel che l’ha restaurata e adibita ad una delle proprie
sedi.

Particolare
del tronco
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