Spettabile

MEDIATORE EUROPEO

Strasburgo

 

 

Istanza di LEGAMBIENTE - Associazione italiana riconosciuta dalla Legge 349/1986 come associazione ambientalista a livello nazionale.

 

 

OGGETTO: Entrata in funzione dell'Aeroporto internazione e intercontinentale di Malpensa 2000 ed autorizzazione delle relative infrastrutture senza che sia stata predisposta la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

L'Associazione Legambiente segnala quanto segue:

è polemica di questi giorni a livello europeo sull'entrata in funzione dell'aeroporto di Malpenza 2000.

L'associazione scrivente non intende prendere posizione in relazione a tali polemiche, che non la riguardano, ma deve far presente le gravissime violazioni di legge (comunitaria, nazionale, nonché delibere regionali) che si stanno perpetrando con l'apertura dell'aeroporto, ma soprattutto con l'approvazione di piani territoriali che prevedono la costruzione di migliaia di metri cubi di edifici, per la gran parte centri commerciali e alberghieri, senza contare le infrastrutture.

Manca infatti la Valutazione di Impatto Ambientale richiesta dalla normativa.

Infatti, la Direttiva Europea n. 85/337 del 27/06/1985 impone la valutazione di impatto ambientale per determinati progetti pubblici e privati, tra i quali gli aeroporti e le relative infrastrutture.

La legge italiana ha dato attuazione a tale direttiva con Legge 08/07/1986 n. 349 art. 6 e con DPCM 10/08/1988 n. 377.

Tutte tali disposizioni impongono che per costruzioni aeroportuali e infrastrutture del genere ipotizzato sia esperita previamente la procedura di VIA, la valutazione di impatto ambientale, che non è pura e semplice formalità, ma una sostanziale approfondita valutazione di compatibilità tra gli interventi previsti e l'ambiente.

Alcuni Enti (SEA, Ministero dei Trasporti, Regione Lombardia) sostengono che tale procedura non sia necessaria, in quanto l'approvazione del progetto è avvenuta con PRG dell'aeroporto Milano-Malpensa in attuazione delle legge 22/08/1985 n. 449, prima dell'entrata in vigore della legge italiana.

Al contrario si deve rilevare che il progetto (1985) è stato raddoppiato dopo l'entrata in vigore delle leggi italiane, con il passaggio delle previsioni dagli assentiti circa 12.000.000 di passeggeri a più di 24.000.000, oltre alle merci, evidentemente aumentate in proporzioni anche superiori.

Tali modifiche costituiscono una variazione di straordinario rilievo rispetto al progetto precedente e fanno rientrare con ogni evidenza l'intervento di Milano-Malpensa nell'obbligo di VIA.

La normativa violata è la seguente:

  1. art. 6 Legge 8.7.1986 n. 349
  2. art. 8 DPCM 27.12.1988
  3. art. 1 comma II DPCM 377/88
  4. delibera del Consiglio Regionale n. IV/274 che, per l'appunto, nell'approvare dil PRG dell'aeroporto Milano-Malpensa nel lontano 3.6.1986 imponeva che lo sviluppo aeroportuale del progetto Malpensa 2000 venisse accompagnato da VIA comprensiva sia degli interventi aeroportuali, sia di quelli indotti.

La mancanza di VIA non è questione puramente formale, ma impedische di aprire l'aeroporto integralmente: infatti la procedura avrebbe imposto di affrontare anche con le popolazioni interessate gli enormi problemi ambientali cagionati dall'incremento del traffico di passeggeri e di merci (da 3.500.000 a 24.000.000 di passeggeri, ed in misura proporzionalmente superiore anche le merci), ed avrebbe evidentemente imposto la costruzione di adeguate infrastrutture di trasporto e di residenza in forma compatibile con l'ambiente, ovvero avrebbe ridimensionato l'aeroporto e la previsione di transiti alle condizioni ambientali esistenti, ovvero, come ultima ipotesi, avrebbe obbligato alla apertura graduale dell'aeroporto in relazione al potenziamento, altrettanto graduale, delle infrastrutture di trasporto.

Tali violazioni di legge e di provvedimenti amministrativi cagioneranno gravi problemi ambientali con la violazione dei diritti spettanti all'associazione scrivente, ai cittadini sottoposti all'impatto ed agli stessi passeggeri.

La scrivente associazione chiede quindi che venga accertata la violazione di legge italiana ed europea e delle norme amministrative sopra indicate e che codesto Mediatore voglia convocare al più presto …..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEGAMBIENTE LOMBARDIA - ONLUS Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale